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Vite digitali…vite sociali. Ridotte a simulazione (1995)

#Pillole

Ogni tanto, ripropongo vecchia e breve riflessione…

“Breve riflessione…(come sempre, meglio chiarirlo, senza alcun intento polemico)

Ora, d’accordo sulla distinzione saltata tra on-line e off-line, tra reale e virtuale, d’accordo sull’urgenza di rivedere anche #categorie e definizioni (ne scrivevo alla metà degli anni Novanta)…peraltro, si sono scritti tanti libri…e costruite carriere, partendo da queste descrizioni/osservazioni, talvolta acritiche, dell’ / sull’esistente.

Ma, sempre più spesso, mi rendo conto che molte #Persone siano ormai del tutto convinte che la “vita” (professionale e privata) sia soltanto, esclusivamente, quella on-line; per cui se, per tante ragioni, non ‘metti’ on line e non pubblichi (continuamente e sitematicamente) i “fatti” della tua vita personale e privata…questo ‘significa’ che non hai #nulla da raccontare (…e non puoi permettertelo…), forse non hai una #vita privata o che, quanto meno, non hai problemi …più o meno importanti, più o meno gravi…dalla salute (unica, preziosa) al lavoro, dagli affetti alle amicizie…

Ancora: se, per tante ragioni, non pubblichi on line tutto ciò che fai (anzi!),dal punto di vista lavorativo e professionale, fateci caso…questo, in qualche modo, “diventa” …ha poco da fare o, comunque, “è poco impegnata/o”…. ………perché, ormai, si dà per scontato che tutto sia e/o debba essere on line…qualsiasi emozione, qualsiasi momento della nostra giornata, qualsiasi evento o fatto segni le nostre esistenze……….

Bisogna costantemente aggiornare tutti su ogni momento e/o fase della giornata (non soltanto) lavorativa…ed è fondamentale “comunicare”(?) che si è sempre super impegnate/i, in maniera talvolta ossessiva e/o compulsiva, anche perché tutto, ma proprio tutto, diventa tattica, tutto, ma proprio tutto, diventa strategia nelle relazioni con gli Altri…anche il lasciare o non lasciare traccia del proprio ‘passaggio’ o lettura. E con tutto ciò che ne consegue….

…in pochi/alcuni/molti casi, ogni espediente (talvolta, perfino la data del compleanno) è/sembra, ormai, indispensabile per avere continue conferme, ‘misurare’ la propria #popolarità (confusa sempre con la #fiducia), la propria reputazione, la propria credibilità (?).(evidentemente, ci sono anche coloro che postano spontaneamente, con altre motivazioni ed emozioni/sentimenti, e senza una precisa strategia)

Senza cadere in letture apocalittiche (scontato, ma non inutile ripeterlo) e generalizzazioni (sempre sbagliate!), l’impressione (e parlo di “impressione”) è che, ormai, anche il rapporto con, il pensiero, la presenza e il ricordo delle Persone cui vogliamo bene e degli Amici, la qualità (concetto complesso, da sciogliere) e l’intensità delle relazioni e, perfino, delle emozioni, siano sempre più legati/correlati al ‘tipo’ di presenza nei social e al grado/tipo di coinvolgimento all’interno dei (ben noti) meccanismi, ormai, auto-alimentati della società interconnessa/iperconnessa.

Tutto ormai è/sembra, oltre che tracciabile, chiaro, trasparente, ‘facilmente’ accessibile: e, se trasparente, non può/non potrà che essere anche autentico, originale, auto-evidente…etc. etc. evidente, iper accessibile, …., ….,….,

ma….
come (mi) mancano le Persone….(anche se ne ho conosciute molte on line, con le quali si sono poi creati legami di amicizia e professionali…), i legami e, soprattutto, quelle dimensioni della relazione umana che non potranno mai essere simulate e che le stesse parole non sono in grado di descrivere, raccontare, rappresentare.

Tuttavia, quasi paradossalmente, nell’era del “tutto tracciabile e tracciato”, diventa ogni giorno più semplice anche dimenticare/dimenticarsi gli Altri, oltre alle Persone care e agli Amici. Ma, mi ripeto, come ripeto sempre, non è “colpa” delle reti o del digitale.

E così anche il ricordo e il pensiero, tra le Persone, diventano sempre più eteroprodotti e stimolati/indotti dall’esterno. Tutto diventa simulazione! (1995 e sgg.) Ed, evidentemente, non soltanto con riferimento alle ‘dimensioni’ qui dibattute.

Una “simulazione perfetta” e, per certi versi, anche eccitante ed appagante. E, non da oggi, stiamo tentando di simulare/riprodurre e semplificare tutto, anche ciò che non lo è. E, per ulteriore chiarezza, ripeto, ancora una volta, una mia vecchia formula “l’opposto della complessità non è la semplificazione, bensì il riduzionismo” (Dominici, 1995, 1998 e sgg.). #CitaregliAutori

Senz’altro si tratta di sfide epistemologiche e di ricerca estremamente affascinanti, ma che richiedono grandi consapevolezze e “cultura della complessità”, oltre alla fondamentale consapevolezza che non tutto è semplificabile/riducibile (p.e. linguaggio, comunicazione, educazione, democrazia) e che la “semplificazione” non è un valore assoluto (ibidem).

Simulare il pensiero, l’intelligenza (come se questa coincidesse soltanto con la capacità di fare calcoli e trovare soluzioni… magari semplici per problemi complessi);  simulare l’apprendimento, l’immaginazione, la creatività, le emozioni, la comunicazione, perfino la coscienza… (comunque ci illudiamo di poterlo fare), le relazioni sociali, la libertà; ma, come ripeto da oltre vent’anni, un conto è il pensiero, un altro è la simulazione del pensiero; un conto è l’intelligenza, un altro è la simulazione dell’intelligenza; un conto, per esempio, è l’empatia… un altro è la simulazione dell’empatia (si potrebbero fare molti altri esempi); un conto sono le relazioni e la comunicazione (complessità), un altro sono le relative simulazioni, per quanto sofisticate e tecnicamente perfette.

Come non mi stanco di ribadire da tempi non sospetti, nel quadro di una fase così delicata di transizione, segnata da profonde trasformazioni tecnologiche (che sono trasformazioni antropologiche, 1996) e straordinarie scoperte scientifiche, a fronte di una (iper)complessità in continua ed irrefrenabile evoluzione (complessa e non lineare), a fronte di una crescente e radicale interdipendenza e interconnessione di tutti i fenomeni, le dinamiche, gli ecosistemi (precedente all’emergenza sistemica globale di questi mesi), assistiamo al riaffermarsi di analisi/spiegazioni/studi/ricerche segnati da approcci riduzionistici e deterministici che ridefiniscono/rafforzano /alimentano vecchie logiche di separazione e – quelle che ho definito -(definizione operativa) le “false dicotomie” (Dominici, 1995 e sgg.).

Richiamando una vecchia formula del grande Franco Ferrarotti – titolo anche di una sua opera – una simulazione che rasenta “la perfezione … del nulla” (#CitaregliAutori).

Allo stesso tempo – e, ripeto, al di là delle ben note logiche di controllo, sorveglianza e profilazione – Internet e i social, tra le tante ‘cose’, hanno permesso di condividere tutto (?) ma, soprattutto, di “comunicare” (?) – ho sempre preferito parlare di “simulare” e di “simulazione” (ibidem) – una trasparenza, vista e riconosciuta anche come sincerità e “autenticità” degli atti e delle Persone, e una correttezza che, a mio parere, possono essere considerate,conosciute, riconosciute, apprezzate e – perché no? – valutate, soltanto sulla base della coerenza delle nostre azioni, degli atteggiamenti e dei comportamenti, del loro svolgersi e realizzarsi concretamente nelle situazioni sociali e di vita quotidiana, non soltanto professionale. Vite digitali….Vite sociali…esseri umani….essere umani

#Vita #ricerca #connessione #comunicazione #relazione #complessità #EssereUmani #trasparenza #autenticità #parole #comportamenti
#CitaregliAutori

 

Condivido, come sempre, uno degli articoli scientifici e altri testi relativi a tali questioni e approccio:

I share with pleasure…

Educating for the Future in the Age of Obsolescence” in CADMUS, volume 4, Issue 3, Nov. 2020 #PeerReviewed

🍀👉 Pdf : http://www.cadmusjournal.org/files/pdfreprints/vol4issue3/Educating-for-the-Future-in-the-Age-of-Obsolescence-PDominici-Cadmus-V4-I3-Reprint.pdf

👉 Link to Journal CADMUS https://www.cadmusjournal.org/node/825

https://www.cadmusjournal.org/article/volume-4/issue-3/educating-for-the-future

#PeerReviewed

An approach and research since 1995

This article, was peer-reviewed and selected as one of the outstanding papers presented at the 2019 IEEE 18th International Conference on Cognitive Informatics & Cognitive Computing (ICCI*CC) 2019

Link: https://ieeexplore.ieee.org/document/9146030

An approach and research since 1995

#QuotetheAuthors

Un approccio e percorsi di ricerca dal’95.

#CitaregliAutori

 

Come sempre, condivido altri testi e percorsi di studio e ricerca (basta cliccare sui titoli):

L’egemonia di un modello feudale e l’assenza di un pensiero critico sul mutamento

Educare alla complessità…perché “Democrazia è complessità” (1995)

La “dittatura” (e l’ossessione) della concretezza…

La (iper)complessità della realtà e l’importanza dei dati che… “non parlano mai da soli”

Il Virus, gli anticorpi (sociali e culturali), le ragioni che ci tengono intorno al focolare.

Oltre il potere delle parole (e degli slogan). L’educazione, l’innovazione, la democrazia

L’Umano e l’Errore. Che ne è/sarà della libertà nella civiltà ipertecnologica?

#FuoridalPrisma #SapereCondiviso #PensieroCritico #LaComplessitàdellaComplessità

N.B. Condividete e riutilizzate pure i contenuti pubblicati ma, cortesemente, citate sempre gli Autori e le Fonti anche quando si usano categorie concettuali e relative definizioni operative. Condividiamo la conoscenza e le informazioni, ma proviamo ad interrompere il circuito non virtuoso e scorretto del “copia e incolla”, alimentato da coloro che sanno soltanto “usare” il lavoro altrui. Le citazioni si fanno, in primo luogo, per correttezza e, in secondo luogo, perché il nostro lavoro (la nostra produzione intellettuale e la nostra attività di ricerca) è sempre il risultato del lavoro di tante “persone” che, come NOI, studiano e fanno ricerca, aiutandoci anche ad essere creativi e originali, orientando le nostre ipotesi di lavoro.

I testi che condivido sono il frutto di lavoro (passione!) e ricerche e, come avrete notato, sono sempre ricchi di citazioni. Continuo a registrare, con rammarico e una certa perplessità, come tale modo di procedere, che dovrebbe caratterizzare tutta la produzione intellettuale (non soltanto quella scientifica e/o accademica), sia sempre meno praticata e frequente in molti Autori e studiosi.

Dico sempre: il valore della condivisione supera l’amarezza delle tante scorrettezze ricevute in questi anni. Nei contributi che propongo ci sono i concetti, gli studi, gli argomenti di ricerche che conduco da vent’anni: il valore della condivisione diviene anche un rischio, ma occorre essere coerenti con i valori in cui si crede.

Buona riflessione e buona ricerca!

 

Immagine: opera di Magritte